Ho iniziato a pensarci quando il dolore si è affievolito e la speranza ne ha preso il posto. Avevo ed ho paura di ripercorrere questi tre anni, ma credo di doverlo a mia figlia e a tutti i bambini come lei. Perché l’inferno esiste e io l’ho conosciuto, ma come uno spettatore incapace di agire. Gli eroi sono loro ed è giusto raccontarli. Gli eroi si raccontano sempre, anche se a volte non vincono. Molto spesso non vincono. L’eroismo non presuppone una vittoria, presuppone il coraggio.
“Chi vede l’abisso, ma con gli occhi d’aquila, chi afferra l’abisso con gli artigli d’aquila: quegli ha coraggio” scriveva Friedrich Nietzsche.
L’abisso è stato dentro di loro e lo hanno affrontato, nonostante fossero piccoli, indifesi e ignari della vita. Le mie parole non saranno mai all’altezza, ma dovevo provarci.